Nel calcio, come nella vita, non ci si può fidare di nessuno
Tradimenti, colpi bassi e personaggi senza scrupoli
nelle relazioni fra agenti e calciatori
In questo primo periodo di calciomercato, mi sono tornate in mente le scene della serie tv prodotta da Sky ‘Il Grande Gioco’ del 2022, sul ruolo e i rapporti del procuratore/agente sportivo con i suoi assistiti. Tradimenti, colpi bassi e il protagonista che cerca di costruire la propria carriera tra personaggi senza scrupoli, accuse e trattative al cardiopalma. Con i calciatori che – come nella fiction – recitano un ruolo da voltagabbana, pronti a raccogliere offerte e proposte da parte di altri intermediari, procuratori e società, buttando a mare anni di relazioni, rapporti consolidati e tutta una serie di buoni propositi, per un contratto o qualche migliaia di euro. Con i prezzi saliti alle stelle, valori di mercato cresciuti in modo esorbitante, non ci sono regole e/o valori che tengano.
Così, mi sono venute in mente due citazioni che mi hanno fatto riflettere. La prima di Al Pacino nel film ‘Ogni maledetta domenica’, quando nel contesto delle trattative dove lui interpreta l’allenatore Tony D’Amato dei Miami Sharks, una squadra di football americano afferma ‘… questo è essere squadra, signori miei. Perciò o noi risorgiamo adesso come collettivo o saremo annientati individualmente. E’ il football ragazzi, è tutto qui…’ Difficile il rapporto del coach con la giovane neo-presidente Christina Pagniacci, interpretata da Cameron Diaz. Il film, diretto da Oliver Stone, esplora il mondo dello sport professionistico, concentrandosi sulla sua brutalità, le dinamiche di squadra e i conflitti personali e professionali. Non c’è un collegamento diretto tra Al Pacino e le regole dello sport, ma il film offre uno spaccato del mondo sportivo, che può essere analizzato da diverse prospettive, inclusa quella delle regole,
La seconda riflessione è del mio mito – almeno in ambito finanziario – Warren Buffet: ‘… il prezzo è quello che paghi. Il valore è ciò che ottieni…’ E allora mettendo insieme una serie di episodi accaduti in questa prima fase di mercato proverò a consolidare, rafforzare ed evidenziare i pensieri e soprattutto i valori che vorremmo portare avanti come agenzia e che sono ben illustrati sul sito.
Impegno, trasparenza e correttezza. Certo non tutti i procuratori sono personaggi senza scrupoli, né dei calciatori si deve fare di tutta l’erba un fascio. Ma ci provo.
Al primo posto l’impegno reciproco, inteso come una cura attenta e diligente dell’agenzia e dell’atleta in tutte le fasi della propria carriera. L’impegno nella pratica sportiva significa impiegare tutte le proprie forze per la realizzazione di un obiettivo. Lo sport è soprattutto un modello di valori; i valori, in senso ampio, sono convinzioni forti e profonde che determinano le nostre azioni, ma che incidono anche sulle nostre amicizie e relazioni. I valori vengono trasmessi sia dal contesto che ci circonda – famiglia, campo e resto -, dai rapporti che instauriamo e dall’attività professionale. Tale spirito concepito in maniera sana ha la capacità di insegnarci e farci apprendere condotte utili per la crescita personale. E questi valori riguardano: rispetto, collaborazione, risultato, integrazione e appartenenza, competizione, emozione, disciplina e costanza, sacrificio, motivazione, autostima ed etica. Per me, famiglie e persone, sono protagonisti indiscussi di una relazione e un rapporto solido e duraturo nel tempo.
Secondo principio, la correttezza. I comportamenti dell’agente e dell’atleta, proprio secondo le regole indicate dalla FIGC, dal CONI e dalla FIFA, dovrebbero seguire la morale e l’educazione anche civica, in conformità alle norme e alla sostanza dovuta. Una declinazione dell’onestà intesa come correttezza e franchezza di condotta e/o aderenza ai fatti. Correttezza come la qualità dell’essere onesti, liberi da inganni, veritieri e sinceri. Una sorta di replica del concetto di ‘fair play’ sportivo, che può essere definito come un modo di comportarsi in maniera onesta e nobile durante la competizione, a prescindere dal risultato sportivo e basato sul principio di trasmissione di valori sociali positivi.
Correttezza significa per noi assumere un comportamento sportivo e non unicamente attenersi alle regole; se si trattano con rispetto agli altri – ad esempio compagni di squadra, concorrenza, allenatori, spettatori, arbitri e resto – si verrà a propria volta trattati con rispetto.
Terzo aspetto, la trasparenza. Per un procuratore e uno sportivo dovrebbe essere una sorta di mantra, un’estensione metaforica del significato della parola ‘trasparente’, ovvero di poter vedere attraverso le cose, i comportamenti e le relazioni. Un principio applicato nel settore dello sport in tutte le attività: implica apertura, comunicazione e responsabilità. In particolare per l’agenzia, ma anche per il calciatore, ciò si dovrebbe concretizzare nei rapporti quotidiani, con la trasparenza che si esplicita anche nei principi di sussidiarietà, uguaglianza, continuità, parità di trattamento e imparzialità. Una continua attività intesa a sviluppare opportunità e relazioni nel rispetto di regole codificate da CONI, FIGC e FIFA, oltre che degli aspetti legali nazionali, comunitari ed extra-comunitari.
Se dovessi quantificare quante volte tal principi si riflettono nei nostri rapporti, ovvero nella relazione fra calciatore e agente, direi che almeno otto volte su dieci, riusciamo a improntare e creare una relazione dove tali valori sono presenti. Ma per me è ancora tanto, troppo, un buon venti per cento, ovvero due rapporti o mandati su dieci, che dopo un mese di mancate risposte o di trattative non concretizzate, vedono l’assistito iniziare a parlare col mondo intero, con pseudo consulenti, amici degli amici, oppure che si offre in modo spudorato a tutti e a tutto, pur di firmare con qualche compagine.
Nel calcio, come nella vita, i valori veri si vedono nei momenti difficili. La fedeltà nel calciomercato è un valore raro, spesso sacrificato sull’altare del denaro e soprattutto sto imparando, anche alla mia età, che nel calcio, come nella vita, non ci si può fidare di nessuno.


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