La realtà complessa nei rapporti dell’agente sportivo

La figura del professionista come ‘costo necessario’
In risposta al nostro articolo alcune considerazioni di uno storico collega

Ho letto il vostro articolo del 14 luglio 2025: bella narrazione, ma la realtà presenta – secondo me – uno scenario diverso e più complesso.
Per molti quello dei procuratori è un costo “necessario”, perché gli agenti e gli intermediari sono quelli che hanno la possibilità di movimentare “il talento”. In realtà la riforma FIFA 2015 aveva de-regolarizzato la professione consentendo a ex camerieri, ex commessi, ex barellieri, ex gestori di ristoranti e a tanti altri ex, di praticare la professione pur non avendo alcuna abilitazione. Altresì, l’aver consentito la rappresentanza anche in conflitto di interessi ha visto crescere la presenza di intermediari sulla stessa operazione anche quando non vi era la necessità.

Le società hanno pensato che avere accesso direttamente alla fonte, evitando la consulenza del proprio DS o dirigente, fosse il modo più rapido, idoneo e funzionale per arrivare al “talento” individuato e più spesso proposto. A onor del vero, nella maggior parte dei casi, ci troviamo di fronte a un enorme spesa che non ha generato le aspettative attese, anzi spesso si sono rivelate veri e propri boomerang sia sul conto economico che sulle uscite di cassa.
Oggi tutti dibattono del problema, quando per anni varie società sono state veri e propri partner degli agenti e viceversa, con club che effettuavano operazioni solo con una stretta cerchia di agenti o che addirittura davano il mandato allo stesso agente per poter trattare tutti i propri giocatori. Se molte di queste attività si sono svolte in un alveo che rientrava più o meno nell’ambito della normativa di settore, spesso, per quanto riguarda la normativa civilistica e fiscale diventavano operazioni borderline o quantomeno discutibili dal punto di vista etico.
Per chi conosce la materia a fondo sa benissimo che diversi agenti amano operare in modo da evitare la tassazione fiscale per e nel paese in cui operano dando vita spesso a contenziosi che ricadono sulle società, soprattutto quando le Agenzie Territoriali dell’Ufficio delle Entrate istruiscono pratiche per cosiddette «operazioni fittizie» contestando alle società indeducibilità di determinati costi.

Usando un iperbole, credo che il rapporto agenti società sia come quello fra «Israele e Palestina». Le società, che hanno ingigantito il ruolo di agenti intermediari perché pensavano potessero risolvere i loro problemi, oggi si sono rese conto che quello che ritenevano un male necessario è diventato una «pandemia».
Ricordo una “parabola”… che possiamo qui simulare.
Un dirigente in conflitto con un importante agente disse della sua società: “… pensano che tu voglia solo inghiottirli”.
“Non è vero”, rispose l’agente.
“Ti racconterò una storia” disse l’agente.
Un uomo che possiede un rottweiler entra in un bar e dice: “… chi possiede il cane chihuahua qui fuori?”. “Sono io”, diss qualcuno. “Allora aiutami”, rispose l’uomo, “Perché il tuo chihuahua sta uccidendo il mio rottweiler”. “Che ridicolo”, sottolineò il proprietario del chihuahua. “Come può un chihuahua uccidere un rottweiler?”. L’uomo rispose. “E’ bloccato alla gola”.
Usando un’esagerazione, si può affermare che gli agenti sono come «l’uomo che possiede il rottweiler», dicono di lavorare per gli interessi delle società, che oggi sono dei piccoli chihuahua, le «mordono dolcemente» e poi dicono che sono loro le vittime, perché le società non esaudiscono le loro richieste.

Le interviste rilasciate dai vari componenti del direttivo di Assoagenti fanno trasparire come i procuratori si sentano assolutamente vittime di un sistema che non li qualifica al pari di altre figure professionali che operano nel calcio e su questo penso abbiano ragione. Addirittura si paragonano i loro compensi a quelli che vengono erogati per la prestazione dei calciatori, allenatori o direttori sportivi e questo forse è sinonimo di quanto l’egocentrismo, la superbia, l’ambizione abbia superato di gran lunga il loro talento.

La loro presenza è utile quando l’attività viene svolta professionalmente secondo gli standard etici e regole di mercato funzionali col contesto di riferimento; diversamente l’avidità a volte mostrata porta a distonie, asimmetrie e dicotomie che fanno si che, mentre uno si arricchisce, l’altro mette a repentaglio i propri conti. Trovo contro-intuitivo che le parti si relazionino su fronti contrapposti.
Sarebbe nell’interesse di tutti che i club potessero svolgere la propria attività nel rispetto dei principi di sostenibilità finanziaria. Gli uni hanno bisogno degli altri.
Nel mio lavoro ho fatto molte trattative. “Posso fare affari con persone stupide”, pensavo in seguito, “e posso fare affari con furbastri. Ma non posso fare affari con persone stupide che vogliono essere furbastri”.
Rubando questa espressione a Denzel Washington. “Spesso mi piace ricordare che non vedrete mai a un funerale un carro da morto con una cassaforte attaccata dietro. Lo ripeto, non vedrete mai a un funerale un carro da morto con una cassaforte attaccata dietro. Sì, ci avevano provato gli egizi con le tombe nelle loro piramidi, ma gli hanno rubato tutto. Per quanti soldi farete non li potrete portare con voi. Quindi non siate avidi nelle vostre attività. Abbiate etica nel vostro lavoro, evitate le scorciatoie, rispettate le regole e continuate a progredire.

Gli agenti non sono un male del sistema, ma una componente attiva che da anni vede periodicamente modifiche della normativa di riferimento senza che si sia arrivati ad una corretta definizione del ruolo e modalità operative.
La stessa Legge sul riordinamento sportivo (n. 86 del 08/08/2019) ha subito tramite decreto (D.Legge 28/02/2021 n. 36 e 37) due rinvii al gennaio 2022 e luglio 2022 senza che siano stati chiariti ancora alcuni aspetti.
Dalla riforma FIFA del 2015 al 2024 sono stati spesi per gli agenti, solo in Italia, 2,1 miliardi di euro. Sono 349 gli Agenti che nel 2024 hanno sottoscritto almeno un mandato (nel 2023 erano 326, nel 2022 n. 338, nel 2021 n. 314, nel 2020 n. 275). Il 79% dei mandati si concentra nei primi 122 agenti (nel 2023 erano il 78%, nel 2022 il 74%, nel 2021 il 73,4%, mentre nel 2020 erano i primi 82 agenti a realizzare il 72,4% dei mandati). Sono 57 gli agenti che hanno realizzato da 10 a 81 mandati; 88 gli agenti che hanno realizzato da 4 a 9 mandati, 204 gli agenti che hanno realizzato da 1 a 3 mandati.
La deriva degli ultimi anni ha generato un mercato lucroso solo per pochi, creando forte malcontento tra gli stessi agenti, l’etica non esiste per nessuno: società, dirigenti, calciatori… e ovviamente agenti.
La principale novità sarebbe la pubblicazione del “FIFA Football Agent Regulation” dal Consiglio FIFA del 10 dicembre 2024 ed entrato in vigore il 1° gennaio 2025, e il nuovo Regolamento Agenti Sportivi CU 255/A della FIGC dell’aprile 2025. Mentre il primo è oggetto di compromessi tra FIFA e agenti, il secondo ha portato a una spaccatura dei rapporti già poco sereni interrompendo ogni forma di dialogo.
Infine, il nuovo Regolamento UEFA Licensing and Financial Sustainability Regulations ci dirà se le nuove norme introdotte saranno utili e idonee per riordinare il sistema su tutti tre livelli, finanziario, della sostenibilità e della competitività.
“Uno scenario sfidante per molti per rispettare le nuove normative”.

 

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